Sommario: questa scenetta insegna sul lavoro della storia della famiglia e sulla genealogia. É anche una divertente serata al tempio.
Preparazione: copia questi nomi su foglietti di carta:
Belle Harriet Topper 4-1-1893
Martha Severence 20-10-1718
William James Hill
John Strait Hill
Return Richard Hill
Janet Lamb Shiell 1818
Susannah Brown 23-3-1673
Samuel Gorton 1593
Johannes Magnusson 1792
Johanna Olofsson 1798
Olaf Johansson 1824
Johanna Maria Johansson 1827
Petronella Johansson 1833
A mano a mano che le persone entrano nella stanza, distribuisci i foglietti di carta con i nomi scritti. È importante che gli ultimi nomi del programma siano dati a qualcuno. Si possono inventare altri nomi. Noi siamo andati alla biblioteca genealogica e abbiamo preso l’albero genealogico delle persone della nostra scenetta. Sono tutte persone vere, così era molto bello. Poi abbiamo stampato l’albero genealogico di persone con lo stesso cognome di tutti i giovani del rione così era più personale per loro. Ricordati di fargli prendere un nome quando entrano nella stanza.
Descrizione dell’attività: hai il mio nome?
Benvenuto:
Inno di apertura: “Amo il sacro tempio” (innario dei bambini)
Preghiera di apertura:
Narratore: “Vi ringraziamo per essere venuti al nostro caminetto sul Tempio questa sera … quanto grande sarà la vostra gioia! Ognuno di voi potrà fare parte del programma di questa sera. Guardate le carte che vi sono state date. Li troverete il nome di una persona e l’anno della loro nascita. Molti hanno accettato il vangelo nel Mondo degli Spiriti e stanno aspettando che le ordinanze terrene siano fatte per loro, così che anche loro posso partecipare alla benedizioni del Vangelo. La prima ordinanza che deve essere fatta è quella del battesimo, poi l’investitura, e quindi le famiglie possono essere riunite attraverso il sugellamento.”
“Mettiamoci comodi e immaginiamo che siamo venuti a partecipare al lavoro di ordinanza per il battesimo, investitura, e sugellamento. Avete ricevuto dei nomi. Solo nomi … nomi senza facce o storie … ma questi nomi rappresentano persone che vissero qui sulla terra; persone reali che vivono ora nel mondo degli Spiriti, imparando e sperando – sperando che qualcuno sia venuto a fare il lavoro per loro questa sera. Non sarebbe meraviglioso sentire le loro storie e conoscerli come persone reali invece che solo nomi?”
“Queste persone racconteranno le loro storie e diranno i loro nomi. Se avete il loro nome, fatevi vedere.”
Istruzioni: Le persone vestite in bianco riempiono le file, inprovvisando la loro presenza e pieni di speranza di essere battezzati, ricevere l’investitura od essere suggellati. Si riuniscono nelle sedie del coro, dietro al pulpito. Un uomo stringe la mano al narratore, lo ringrazia e va al pulpito.
Alexander Hill: posso introdurmi a questa compagnia? Mi chiamo Alexander Hill. Sono nato a Skipness, Argyflshire, Scozia il primo agosto 1779. Quanto avevo dieci anni, ero un apprendista marinaio, e più tardi diventai degno di essere il primo compagno. Ho combattuto in diverse battaglie per la flotta britannica, includendo la battaglia del Nilo, guidata dal Signor Ammiraglio Nelson nel 1798, dove fui colpito da una pallottola sopra il ginocchio. Il governo mi diede come premio un tereno di 100 acri in Canada per il mio servizio militare, così traslocai mia moglie Elisabeth e i nostri sette figli a Bathurst Distric, Ontario, Canada nel 1821. Qui ci unimmo alla Società di John Taylor e più tardi ci unimmo alla Chiesa grazie all’aiuto del missionario, Samuel Lake, e il suo compagno Parley P. Pratt. Ci trasferemmo a Nauvoo nel 1842, poi dovemmo scappare a Winter Quarters nel 1846. Li fui severamente afflitto da febbre per 15 mesi e persi completamente l’uso della mia parte destra del mio corpo. Eventualmente, fui in grado di andare alla valle del lago salato.
(un’altro gentiluomo si unisce a lui) “Vi voglio presentare mio padre, Daniel Hill, che morì in Scozia. A causa della mia malattia non fui mai in grado di fare le sue ordinanze al tempio. C’é qualcuno che ha il nome di mio padre, Daniel Hill, nato nel 1753?”
(nessuno ha il suo nome. Il narratore accompagna gli uomini alla loro sedia)
Belle Harriet Topper:”Mi chiamo Belle Harriet Topper. Sono nata il 4 gennaio 1893 a Warren, in Pennsylvania. Mio padre lavorava in una miniera di carbone e più avanti lavorò nel campi dell’olio, così era sempre via. Nonostante tutto ho avuto un’infanzia felice e ha molti bei ricordi. C’erano sempre molti bambini intorno al vicinato, e ci piaceva giocare. Uno dei miei lavori era di andare con un secchio di latta a procupare il latte per la nostra famiglia. Alla sera i genitori si sedevano fuori in terrazza. Due case più in giù viveva la famiglia Smith. La Chiesa era direttamente dall’altra parte della strada, e andavo li per riunioni di chiesa. Sapevano sempre se ero con un appuntamento o no. Avevano un figlio, George. Non frequentava la chiesa li, ma un pò alla volta lo incontravo alla fine delle riunioni fuori dalla porta per vedermi e accompagnarmi a casa. Più tardi ci innamorammo e seguì un matrimonio. Ebbi una vita piena di gioia e amore. Vorrei che continuasse per sempre. C’é qualcuno che ha il mio nome? Mi chiamo Belle Harriet Topper.”
(qualcuno ha il suo nome. Belle Topper contenta va nel pubblico e si siede vicino alla persona con il suo nome)
Martha Severance:”Mi chiamo Martha Severance. Sono nata il 20 ottobre 1718 e mi sono sposata Asabel Burt nel 1737. fummo entrambi benedetti con quattro figli e una figlia. Il 15 arpile, 1747 mio marito e un amico stavano tornando a casa dai campi, quando gli indiani si avventarono su di loro e li uccisero.
Cercai con tutte le mie forze di crescere i nostri figli da sola, ma fu molto difficile. Nel 1754 la mia univa figlia morì, e due anni dopo uno dei miei figli si unì a lei. Gli altri miei figli visserp fino a 95, 83, e 91 anni. Ebbero un totale di 23 figli e la mia posterità é più di centomila. Per favore, c’é qualcuno che ha il mio nome, Martha Severance?”
(qualcuno ha il suo nome. Martha Severance va da loro nel pubblico).
Richard Hill:”I miei nonni abitavano a Tareytown, Maryland, durante la guerra rivoluzionaria. Infatti, il pozzo di mio nonno a volte veniva usata dal Generale George Washington e i suoi cocchieri. I miei genitori gli volevano così bene che demmo a nostro figlio quel nome...George Washington Hill. Mi chiamo Richard Hill, e sono nato il 27 novembre 1793 a Maratta, Ohio. Li sono cresciuto e ho sposato Sarah Strait, e abbiamo avuto quattro bambini. Ci siamo dovuti trasferire molte volte, e io ero spesso via per cercare lavoro come muratore. Spesso eravamo ammalati con febbre, e volevamo trovare un posto più salutare dove vivere. Più tardi ci unimmo a mio figlio e la sua giovane moglie nel sud del Missuri.
Mentre eravamo li, nostro figlio George cominciò a frequentare una giovane ragazza mormone, Cynthia Utley Stewart, e cercai in tutti i modi di impedire che si sposassero; tutto quello che sapevo dei Mormoni non era bello affatto. Ma George si convinse che la dottrina Mormone era vera, così si sposarano, ed era molto convincente quando parlava della sua religione. Fu battezzato e poi seguì i mormoni fino al lago salato, dove arrivò nel settembre del 1847. Gli scrissi quando era li, per sapere di più della sua religiono; ebbe un grande effetto nella sua vita, e forse poteva aiutare anche me. Tornò indietro per insegnarmi e battezzarmi. Vissi abbastanza per vederlo di nuovo, ma presi la febbre, e morii con una testimonianza; ma prima di avere il privilegio di essere battezzato. In qualche modo ognuno dei miei discendenti ha dementicato i miei tre ragazzi...le mie ordinanze furono fatte, ma i miei tre figli William James Hill? E John Strat Hill? E mio figlio Return Richard Hill? Vogliamo tutti i nostri figli suggellati a noi. C’é qualcuno che ha questi tre nomi?
(qualcuno ha i loro nomi. William, John e Return vanno con le persona che hanno i loro nomi.)
Inno: potete sciegliere quella che volete (noi abbiamo fatto “Here I learn of God”)
John Stewart:“Sono nato e cresciuto al Sud. Mi chiamo John Stewart, e venni al mondo l’11 giugno 1844 a Fayette, Alabama. Sono cresciuto in un periodo di grande tumulto, e per difendere il nostro abituale modo di vivere, mi sono unito al Confederate Army come privato nel 1861 e ho servito nella 26esima Alabama Regimen Infantry, compagnia B. Poi ho continuato con altre fanterie fino al 20 settembre 1863, quando fui ferito e persi la gamba destra nella battaglia di Chickamunga. Fui rilasciato dall’ospedale e andai a casa, ma non guarii mai del tutto quindi morii più tardi lo stesso anno.
Alcune volte mi chiedo se qualcuno farà le mie ordinanze al tempio, considerando che morii per questa ragione. Forse pensano che un gentiluomo del sud non se lo meriti. Vengo qui spesso sperando che qualcuno abbia il mio nome, pronto per fare il lavoro per me. Forse qualcuno ce l’ha qui oggi. Sono John Steward. C’é qualcuno che ha il nome di John Steward? Certo che lo spero tanto... sembra che io stia aspettando da sempre.”
(nessuno ha il suo nome. Il narratore lo accompagna alla sua sedia nel podio.)
Janet Lamb Shiell:“mi chiamo Janet Lamb Shiell, e sono venuta al mondo in Scozia nel 1818. Io e mio marito Andrew venemmo a East Wawanosh Township, Huron, Ontario per abitare in questa nuova terra nel 1840. abbiamo lavorato duro per farci una nuova casa, ma non abbiamo mai ricevuto il Vangelo nella nostra vita. C’é qualcuno che ha il mio nome, Janet Lamb Sheill?”
(qualcuno ha il suo nome. Janet si unisce alla persona nel pubblico che ha il suo nome.)
Helge Hansen: “Sono morta in un viaggio di pesca nel 1842. Mi chiamo Helge Hansen, e vengo da Kyinnherad, Norvegia. Sono stato testimone quando mia figlia, Marta Karena Helgesdatter, si unì alla chiesa quando aveva 19 anni, il 29 gennaio del 1861. Ricevette tanta pressione per essere un membro e poi alla fine lasciò la Norvegia per raggiungere i santi in America. Vorrei anche io aggiungere la mia fede alla sua ed essere battezzato, ricevere l’investitura e poi essere sugellata alla mia figlia fedele. C’é qualcuno che ha il mio nome? É Helge Hansen; per favore aiutate me e tutti gli altri che stanno ansiosamente aspettando.”
(nessuno ha il suo nome. Il narratore lo riporta alla sua sedia.)
Susannah Brown: “Sono nata il 23 Marzo, 1673. Belbroughton, Inghilterra era la mia casa, e mi chiamavano Susannah Brown. Ho sposato Arthur Waldron. Avete il mio nome?”
(qualcuno ha il suo nome. Si unisce alla persona che ha il suo nome.)
Lydia Sawyer: “Mi chiamo Lydia, e sono la moglie di Caleb Sawyer. Sono nata intorno al 1720, ma nessuno sembra trovare i miei documenti per sapere chi erano i miei genitori. Però sanno che ho due figli. Mi rendo conto che sono state fatte molte ricerche, ma per quanto ne sappia io, nessuno ha trovato le informazioni mancanti. Per favore, c’é qualcuno che ha trovato il mio nome da nubile così le mie ordinanze possono essere fatte, insieme a quelle dei miei genitori? Mi chiamo Lydia Sawyer, c’é qualcuno che ha il mio nome?”
(nessuno ha il suo nome. Comincia a camminare verso il pubblico ma poi ritorna al pulpito.)
“Ho sperato per così tanto tempo che qualcuno mi avesse trovato, non potete immaginare quanti spiriti stanno aspettando di avere le loro ordinanze fatte. Ho visto le facce di quei nomi che sono stati chiamati dopo centinaia di anni di attesa. Ho anche visto un innumerevole numero di facce che hanno lasciato il tempio tristi e scoraggiati perché i loro nomi non erano ancora stati chiamati. Stiamo aspettando, per piacere trovateci e consegnate i nostri nomi così le nostre ordinanze posso essere fatte.”
(Il narratore l’accompagna alla sua sedia.)
Inno: potete scegliere quella che volete (noi abbiamo fatto “Through Temple Doors”)
Samuel Gorton: “Ho lasciato una bella vita in Inghilterra, a causa di persecuzioni religioni che incontrai. Mi chiamo Samuel Gorton, nato nel 1593 a Manchester, Inghilterra. Avevo una bottega ed ero un professore dei misteri di Cristo. Mia moglie, Mary Maplet, ad io andammo in America, a Plymouth, Massachussetts nel 1636, giusto 13 anni dopo che i pellegrini arrivarono li. Ma ero molto contrario a molte pratiche dei Puritani, una delle quali era il loro metodo di forzare dure discipline religiose. Sembra che fussi sempre a discutere con le autorità, e alla fine fui bandito da Plymouth nel dicembre del 1638, perché cercai di difendere la mia compagna, che era stata rimproverata per aver sorriso in chiesa.
(qualcuno che il suo nome)
Johanno, Olofsson: “Sono nata il 15 Marzo, 1798 a Elfsborg, Goteborg, Svezia, dove crebbi e sposai Johannes Magnusson. Abbiamo avuto una famiglia adorabile, e i nostri figli frequentarono la scuola del villaggio. Cucinevamo due volte alla settimana e lavavamo i nostri vestiti due volte all’anno. Andavamo al mare con il bucato, lo lavevamo tutto il giorno e poi ballavamo tutta la notte. Era sembra un evento che aspettavamo con ansia. Alla sera, i nostri vestiti erano congelati e così duri che quando li tiravamo via stavano in piedi da soli.
“quando mio figli Olaf aveva 16 anni, lo colpì la colera e morì. Pochi giorni dopo passai anche io questa vita a causa della stessa malattia. Poi una settimana dopo, il mio buon marito mi raggiunse al di la del velo. Lasciammo tre figli orfani. Abbiamo perso l’occasione di cresceli e vederli diventare adulti, ma vogliamo essere sugellati come una famiglia. Ci amiamo così tanto...vogliamo essere una famiglia per sempre. Avete i nostri nomi?
(Johannes Magnusson chiama i nomi della sua famiglia, uno alla volta, cominciando da sua moglie, e poi ogni figlio.)
madre: Johanns Olofsson nata 1798
figlio: Olaf Johansson nato 1824
figlia: Johanna Maria Johansson nata 1827
figlia: Petronella Johansson nata 1833
figlia: Olga Johansson nata 1836
(qualcuno a ha i nomi dei bambini, e loro vanno a sedersi nel pubblico...tutti tranne la figlia più giovane, Olga. Olga deve avere otto anni o di più. Il padre le dice che forse nessuno ha trovato neanche il suo di nome, e così possono aspettare insieme.)
Olga: “Papà, non hai chiesto se qualcuno ha il tuo nome.”
Johannes chiede: “C’é qualcuno che ha il nome di Johannes Magnusson?”
(qualcuno ha il suo nome. Johannes si gira verso Olga.)
Johannes: “Mi dispiace figlia mia. Sono sicuro che qualcuno presto troverà anche il tuo nome visto che hanno già trovato noi.
(Johannes bacia Olga nella guancia e si unisce alla persona che ha il suo nome. Il narratore prende Olga per mano, la porta alla sua sedia e si siede in parte a lei.)
Narratore: Vorremo ringraziare tutti per essere venuti e per aver condiviso questo programma speciale con noi. Speriamo che i vostri cuori sono stati toccati e che saremo in grado di capire la visione di Malachia. Che possano i nostri cuori essere rivolti con amore per benedire i nostri morti. Che possiamo essere in grado di assistere il Signore nel completare il suo meraviglioso piano per tutti noi perché possiamo vivere per l’eternità.
Facoltativo: Potete chiedere ad un giovane uomo o una giovane donna di portare la loro testimonianza sul lavoro per i morti. Noi eravamo andati da poco al tempio ed lo Spirito era forte.
Inno di chiusura.
Preghiera di chiusura.
Traduzione di Erica Demartin