Giu 03
Trentennale della cappella di Pisa
INTERVENTO TENUTO A PISA IL 29/05/2009 IN OCCASIONE DEL TRENTENNALE DELLA CAPPELLA DI PISA
Buonasera a tutti. Sono stato incaricato di parlarvi sulle origini della comunità mormone di Pisa. Su questo argomento ho scritto un dossier di 11 pagine aggiornato al maggio 2008, cioè a un anno fa, ma state tranquilli che stasera non ve lo leggerò. Chi fosse interessato può però trovarlo sul sito mondosug.com da dove si può anche scaricare gratuitamente in formato pdf.
Stasera vi parlerò dell’argomento soltanto a grandi linee.
La storia della comunità mormone di Pisa, il cui nome esatto è “Ramo di Pisa della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni”, inizia 42 anni fa, nella primavera del 1967. Sulla scelta della città di Pisa per aprire uno dei primi rami della Chiesa in Italia, ho fatto diverse ipotesi:
La prima è la vicinanza a Firenze, in quanto la Missione aveva sede a Firenze e soltanto successivamente fu spostata a Roma;
La seconda è la vicinanza a Campo Darby, perché c’erano e ci sono tutt’oggi militari americani membri della Chiesa;
La terza è per la torre pendente, in quanto è il monumento più famoso del mondo per cui Pisa è una delle città più famose del mondo ed essendo i dirigenti di allora americani, possono aver pensato di aprire rami della Chiesa nelle due città d’arte più famose della Toscana e cioè Firenze e Pisa;
Infine, ultima ipotesi ma non ultima, che forse in ordine di importanza è la prima, per volontà di Dio.
Comunque sia, la prima sede del Ramo di Pisa fu in Via Mazzini, dove la Chiesa affittò due appartamenti in uno dei palazzi storici: uno adibito a casa di riunione e l’altro ad abitazione dei missionari.
Inizialmente il Ramo era composto soltanto dai missionari, che all’epoca erano tutti americani, mentre adesso ne abbiamo anche italiani, ma nel maggio del 1967 iniziarono le conversioni delle famiglie pisane. La prima famiglia che fu battezzata fu la famiglia Tolaini che nel novembre successivo fu seguita dalla famiglia Banchetti. La sede del Ramo rimase in Via Mazzini per tre anni, dal 1967 al 1970, durante i quali ci furono anche altri convertiti, tra cui ricordo in modo particolare Pietro Currarini, Piero Pieruzzi e Sergio Nerici; quest’ultimo era uno studente livornese che studiava a Pisa e che poi è diventato praticamente il “fondatore” del Ramo di Livorno.
Nel 1970 il Ramo di Pisa si trasferì da Via Mazzini a quella che io considero la sede “storica” di Via Rosmini, a lato dell’Arena “Garibaldi”, oggi Stadio Calcistico “Romeo Anconetani”, in un fondo al piano terra dove adesso ha sede un archivio del CNR. Per i ricorsi storici, è interessante notare che alla fine dell’ Ottocento nell’ Arena Garibaldi si esibì Bufalo Bill, per cui non c’è da stupirsi se a lato di quella stessa arena ha avuto sede una Chiesa come la nostra che ha avuto origine dai pionieri americani.
Però, negli anni ’70, vi lascio immaginare cosa fosse partecipare ad una riunione sacramentale, che all’epoca si teneva di domenica pomeriggio, tra le urla dei tifosi, anche perché all’epoca il Pisa era stato appena retrocesso in serie B e voleva tornare in serie A, per cui più che a una riunione di Chiesa sembrava di partecipare a “Tutto il calcio minuto per minuto”. Era chiaro che quella non poteva essere la sede adatta per una comunità religiosa, ma tuttavia era una sede più centrale che ci diede modo di farci conoscere e di avere un numero di conversioni molto più elevato che nella sede precedente. Si battezzarono in quel periodo famiglie anche quelle rimaste storiche come Mariani, Lo Monaco, Di Ruscio, Pelaia ed altre ancora, che con l’apporto di altri fedeli venuti da fuori o come studenti o per motivi di lavoro come Maurizio Ventura e le sorelle Foresta, perché Pisa è sempre stata per molti città di transito, contribuirono ad uno sviluppo del Ramo mai avuto prima e che portò alla costruzione dell’attuale casa di riunione.
Il terreno, che era proprietà della Saint-Gobain fu acquistato dalla Chiesa nel 1971, su segnalazione del fratello Loriano Tolaini che abitava proprio qui di fronte, ma i lavori di costruzione iniziarono soltanto nel 1977, in quanto la Chiesa voleva che i fedeli raccogliessero la somma, ragguardevole per l’epoca, di duemilioni di Lire e poi ovviamente c’erano i tempi necessari per avere i permessi per costruire.
Finalmente il 20 agosto 1977, sotto una pioggia torrenziale nonostante la stagione, avvenne la cerimonia del primo colpo di piccone. Dopo circa un anno, nel settembre del 1978, l’edificio cominciò ad essere utilizzato occasionalmente per alcune attività, ma i lavori non erano ancora finiti. Il Ramo lasciò la vecchia sede di Via Rosmini e si trasferì qui in occasione della conferenza del Distretto nell’aprile del 1979, ma la dedicazione al culto, però, avvenne più di un anno dopo, il 22 giugno 1980.
A questo punto è necessaria una digressione storica su due argomenti:
Il primo è il perché la città di Pisa sia stata scelta dalla Chiesa per la costruzione della prima casa di riunione in Italia, mentre in altre città, come ad esempio Milano, c’erano Rami molto più numerosi che ancora si riunivano in appartamenti presi in affitto. Qui il merito non è della Torre, ma la scelta fu dovuta al fatto che dopo dieci anni dall’ apertura del Ramo, vi erano ancora presenti i primi fedeli battezzati.
Il secondo è il fatto se la nostra casa di riunione sia stata o no la prima costruita in Italia, perché fino ad un paio d’anni fa si è creduto che lo fosse, però, da documenti recentemente rinvenuti si è scoperto che durante la Seconda Guerra Mondiale, alcuni militari americani della Quinta Armata che erano membri della Chiesa avevano costruito una cappella di fortuna in Sardegna allo scopo di tenervi le riunioni domenicali. So che c’è anche stato in America un incontro tra fratello Loriano Tolaini e l’ultimo sopravvissuto di quei militari americani, che si è concluso con una storica stretta di mano, tuttavia mi sembra eccessivo, come altri fanno, parlare di quella cappella di fortuna come della prima costruita in Italia. Penso che sia più corretto dire che quella di Pisa è stata la prima casa di riunione costruita in Italia per gli Italiani e, almeno in parte, con i soldi dei fedeli Italiani, casa di riunione che siamo ancora oggi contenti di avere.
Spero di non avervi annoiato e vi ringrazio dell’attenzione.
Nel nome di Gesù Cristo. Amen
Raimondo Banchetti
